Al fine di esplicitare specifiche clausole destinate a regolamentare il comportamento degli interessati a iscriversi al Registro per la trasparenza, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha predisposto uno specifico Codice di condotta che dovrà essere espressamente accettato in fase di iscrizione.
 
Nel Codice sono stabilite “le regole cui devono attenersi tutti coloro che si iscrivono al Registro per la trasparenza”. In pratica, tutti gli iscritti al Registro si impegnano a “conformare i propri comportamenti ai principi di lealtà, trasparenza e correttezza, a non offrire, accettare o richiedere somme di denaro o qualsiasi altra ricompensa, vantaggio o beneficio, sia direttamente che indirettamente tramite intermediari, al fine dell’iscrizione e/o al fine di distorcerne la relativa corretta partecipazione”.
 
Per quanto riguarda il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si fa presente che fin dal 2013 il Dicastero ha realizzato il proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (divenuto, in seguito, Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza) che definisce la strategia di prevenzione della corruzione del Ministero.
 
Inoltre, sulla base dell’esperienza acquisita, le stesure del Piano che si sono susseguite puntano a “migliorare il modello di gestione del rischio corruzione che, partendo dal dato normativo e attraverso un difficile percorso di autoanalisi e valutazione dell’attività interna del Dicastero, si propone come ambizioso obiettivo non solo quello della lotta alla corruzione ma, nel lungo periodo, anche quello di migliorare i moduli organizzativi dell’Amministrazione e di rendere la struttura degli uffici funzionale al ciclo di gestione dell’anticorruzione” (estratto dal Piano per il triennio 2017/2019).